December 2009
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Ferite
*Poesia nella quale il poeta esegue diligente manutenzione delle ferite femminili, quelle in cui entrano i soffi
Io mi occupo delle ferite la polpa intera no, la polpa no ho una mappa con le ferite che hai quelle rimarginate e quelle non ogni notte mentre dormi tu non lo sai prendo una lanterna e tiro via il lenzuolo e ti segno con la x ciascuna tua ferita e le controllo mentre dormi...
La cosa dei tramonti
*Poesia nella quale il poeta rimembra il tempo della sua fugace giovinezza, a venti venticinque all’ora
Placida calma la cosa dei tramonti la vedi che s’attarda, oltre la tangenziale nei pressi di cortona, chiusi, sinalunga e ti sembra di smarrirti, fugace, nelle tinte dei suoi rosa ti sembra di perderti come scoiattolo negli alberi frascosi che dico, al più corallo in su alle scoglie...
In merito all’abbandono del calcio da parte di...
*Poesia nella quale il poeta, novello Giammaria Cazzaniga, partecipa a una puntata del processo del lunedì del 1984, insieme a Mosé Maimonide e Blaise Pascal
Secondo me ci sono alcuni tipo Gaetano Scirea che anche da piccoli erano già compianti
roba che non fossero morti boh
la gente a un certo punto si sarebbe chiesta il perché di questa cosa del compiangere
e il mondo sarebbe...
Caso di studio ad uso di psicologi e bagnini e...
*Poesia nella quale il poeta si fa interpretare i sogni e ne esce sconfitto a causa sella propria medietà
Sono due anni che sogno una cosa sogno che guido in una strada dritta, lunga, ma non autostrada non c’è traffico e vado man mano che vado, vado veloce fino a che la macchina sbà, pericò losamente e poi si ribalta, suppongo, ma lì son già sveglio.
Sono due anni che sogno una cosa ...
Quando leggi Garsiamà
*Poesia nella quale il poeta sminuisce tutti gli scrittori esistenti, salvandone uno. Solo perché è buono.
Vabbé che vi devo dire dopo che hai letto Garsiamà sì, la narrativa, le novità e i bezzé ok, la tipa tettappunta della feltriné vabbè, la coppertina colorata col quadretto
ma che vi devo dire dopo che hai letto Garsiamà tutto il resto, beh la frasetta di grazie giuso in fondo ...
Avvitatori di teste. Il libro nero dei playmobil.
*Poesia nella quale il poeta esprime con accenti epici lo scontro primigenio tra cani e zoccole e rape.
I.
Avvita e svita cos’è, dice una testa e questa un braccio e questo una gru ah ma nello stesso corpo? volendo, ma dai oh, ci entra
poi vai a fare gli accordi sugli armamenti con questi che fanno come gli pare II.
da piccolo mettevo le miccette nei culi delle lucerte così...
Vestitaffé
*Poesia nella quale il poeta si adopera nella costruzione del prespio, notando delle anomalie
C’era questa cosa del pastore che non trovava la pecora nel presepio, la cercava da giorni e niente buoi, vergini, sangiuseppi, muschi, niente pecora, quella sua la Rita, la pecora, quella sua e arrivò la notte del natale e lui pastore monco col canipecora, bianco peloso il bastone, e...
Un figlio non
*Poesia nella quale il poeta progetta cose di riproduzione per iperboli
Farei un figlio adesso ti giuro anche da solo per scissione molecolare come le amebe e i cattivi padri e le nazioni non pacificate anche brutto cesso idiota lo farei anche una fetecchia laida unto
farei un figlio tutto mio da coccolare non da baciare e amare non da niente
solo per chiamarlo adòttami geppetto ...
Quando ci sono io
*Poesia nella quale il poeta stabilisce i turni e, col tempo che gli resta, approfitta per fare orecchie da mercante
Quando ci sono io, dice non c’è la morte quando c’è la morte, non ci sono io
ma io comunque ci sono quasi sempre e se mi assento lo dico al vicino walter che lascia un foglio sotto allo zerbino dovesse cercarmi qualcuno il postino, o la bertolini pacchi
ci lascia un...
La cognizione del dolò
*Poesia nella quale il poeta scopre cose che non dovrebbe e non le denuncia alle autorità competenti ma ci fa cose esistenzialiste fuori moda
Ponte ponente ponte e pì va bene ma non credevo
cioé ponte ponente ma pì
cazzo, pì ora prendo un cavatappi e mi cavo gli occhi un occhio solo mi caverò, in realtà così che possa avanzarne uno per vedere l’altro cavato e pensare cazzo pì.
E...