January 2010
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1987. Adolescenza inquieta di un veggente
*Poesia nella quale il poeta incarna sentimentalmente la figura del veggente con l’acne in una milano da bere, per certi versi, trasfigurata
Oh affetto, oh caro prossimo nel sangue lo scriverò nel mio quaderno dei pensieri se non mi compri il commodore vic venti e mi fai la pista per le biglie al posto mi vedrò costretto ad agire contro il mio volere ad agire contro la bontà e fuori...
Il drogato e l’usignuolo
*Poesia nella quale il poeta narra la mirabolante avventura di un usignuolo che si trovava per i casi della vita sempre in affari di elettrotecnica
Il drogato aveva un usignuolo ma il drogato aveva una malattia terribile e il giorno picchiava l’usignuolo la notte no il giorno sì allora prima dell’alba doveva cercare posti per mettere al sicuro usignuolo per difenderlo da se stesso
una...
Notte, balzi ad evitare la
*Poesia nella quale il poeta si apposta ad evitare agguati programmati e largamente prevedibili della notte
Prima che la notte mi mangi gli occhi resterò sveglio attaccato al cuscino vigile come un animale da guerra una serpe con gli occhi accesi sforescenti un giaguaro, quella roba lì a chiazze, notturna, severa.
Il documentarista inglese che mi troverà nel fratto farà un balzello...
La consuetudine esotica di Gianluigi Ortolani
*Una poesia nella quale il poeta affronta la tematica dell’erotismo esotico, presso gli uffici postali
Gli era un elefantino nano e si chiamava Gianluigi Ortolani era rosa e aveva delle orecchie blu, grandi il giorno, normalmente, andava nella savana a parte quando doveva pagare le bollette allora andava alle poste ma tornava sempre alle due se non mangiava alle due gli faceva rumore...
Quella volta lì
*Poesia nella quale il poeta si finge URP, con esiti vergognosi e finale di interrogativo
Quella volta lì che quel tipo mi ha fermato per strada e m’ha detto scusa, sai dov’è l’ospedale io beh, lì per lì non mi veniva ma lo sapevo certo che lo sapevo allora m’ha detto va bene; dimmi la capitale della costa d’avorio o del sudàn io beh lì per lì non mi venivano ma le sapevo certo...
Alice guarda i gatti
*Poesia nella quale il poeta al quarto piano è lì tranquillo che si guarda nello specchio. E Lili Marlene, bella più che mai, lo bada.
Alice guarda i gatti e Irina guarda il nonno il nonno guarda il culo e la bava, schiumosa, gli rivola di giù
Alice torna a casa e Irina fa la zuppa, che il nonno non c’ha i denti il gatto invece sì e mangia i suoi crocchetti che puzzano di pf
Irina...
Il gatto fatto di cane
*Poesia nella quale il poeta si avventura nelle meravigliose creature della fauna ipotetica
Un gatto strane un gatto interamente fatto di cane.
Con la forma di un gatto, i modi di un gatto assemblato tutto a pezzetti di cane.
Un giorno gli dissero che doveva finirla, perché, si vedeva, non era che un cane.
Lui sistemò i baffi attaccati alla buona poi sbarrò gli occhi a lingua di fuori
...
Distinguo
*Poesia nella quale il poeta omaggia altri poeti trascurando le cose sue, che si rifanno a modo loro, occupand0la
Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca. Anche i vermi della terra quelli degli oceani e quei del tenebroso cosmo minerale
Considero valore qualsiasi frutto del volere, l’olio, l’aglio e ‘l peroncino. Anche i ciuffi del sedanno i cipolli in...
La più bella dell'universo
*Poesia nella quale il poeta si spertica in comparazioni acrobatiche cogliendo infine il piacere sottile della meritocrazia
Ma quanto sei bella?
No, ma davvero ma quanto cazzo sei bella? Sei la più bella di tutto il mondo anche delle eschimesi ma mica solo ora anche prima anche tra tutte le damine infiocchettate del medioevo ma mica solo tra le donne umane anche tra gli animali donne ...
La santa rivelazione epifanica
*Poesia nella quale il poeta sfugge ai sacerdoti della setta, va in piazza, e urla certe cose sconosciute e vaghe
Bambine, bambini, compagne, compagni, onorevoli colleghi,
è finita, tornate nelle vostre dimore, dai vostri cari, alle vostre vite
lasciate il cammino i boschi tracciati e sfigurati dai sentieri le mani ottuse da altre mani
abbandonate i sogni, le fantasie, le speranze...
Né cotiche né fagioli
*Poesia nella quale il poeta si esercita nella difficile opera di incorniciamento di visuali
Chiudi un po’ la mano quasi a pugno ma non del tutto lascia un buchetto dentro poi guardaci a cannocchiale con un occhio ecco che pensavi di trovarci? le cotiche e i fagioli? le cose a cartone animato? il bianchennero dei tuoi dieci anni?
No, niente un buco storto, della roba che sembra una...
Come i bachi da seta
*Poesia nella quale il poeta torna a casa dal lavoro e gli avanza del tempo a causa di certe situazioni che non è affatto giusto considerare disservizi
Come i bachi da seta come i ratti d’arena come le code delle lucertole senza le lucertole come le code delle lucertole, senza le lucertole, appoggiate sui bachi da seta miserabili e fuori piove e dentro pure piove e la luce fioca del...
Polpette
*Poesia nella quale il poeta mangia gli avanzi delle feste
Il riso, se t’avanza, fanne polpette perché poi la sera non è che ce l’hai sempre e così se ne fai polpette, con la mozzarella eccetera al forno o fritte poi la sera te le mangi e ripensi a quando avevi il riso e ora hai invece delle polpette quindi se t’avanza, il riso, fanne polpette ma mangiane poche, le altre buttale che...
Attacchìno
*Poesia nella quale il poeta si libra come velivolo in sulle cose, cose anche non sue
Volo con ali piccole no, non volo dai chi ci crede che volo saltello, a tacchino a sacchetto di ceci per la tombola con ali piccole da pinguino che non so se terranno volo con tanti sforzi, e atterro leggéro e mi stanco, non pensare
volo su cime appuntite dai chi ci crede che volo con polpastrelli...