Sei scappata perché era brutto tempo
*Poesia nella quale il poeta calcola il resto tra partenze e ritorni e si ritrova con un palmo di naso
Sei scappata perché era brutto tempo
hai scansato le tende e c’era uno di quei tempi bianchi senza pioggia e senza sole
uno di quei tempi neutri
che assomigliano ai sussidiari delle elementari, quelli da colorare, ma che nessuno ha colorato perché il bambino incaricato era morto di tristezza la sera prima, in circostanze tutte da chiarire, nel letto a baldacchino della sua badante austriaca
i bambini non hanno badanti
hanno tate
lo so
questo aveva la badante
pensa quanto poteva essere triste il giorno in cui sei scappata
sei scappata a perdita d’occhio, come gli aereoplani sugli oceani nuvolosi
indaffarata a scappare come le camionette della forestale
sei scappata, e hai fatto una cosa giusta
io qui però non sto tanto bene
è sempre domenica, come nei desideri degli imbecilli
è sempre medioevo, come nei sogni ingiusti dei bacilli della peste
e il tempo è un tempo di bianco, palazzi e marciapiedi
sei scappata, e hai fatto bene
ma ora torna, ti prego, torna
anche di notte
se torni
farò maturare le albicocche.