Noi poeti laureati quando incontriamo poeti diplomati vinciamo facile

Sangue

*Poesia nella quale il poeta esegue esami clinici utilizzando zampe di bestie sui più dissoluti dei suoi organi

Il sangue è fatto di globuli colorati
scorre nei tubi delle vene
rosse e blu
robaccia

scorre e lascia grumi
che i medici vedono negli esami e tolgono
come i fruttivendoli tolgono i vermi dalla lattuga riccia

come te
che se fossi scimmia
mi toglieresti le cose dai peli
e che se fossi gatto
mi leccheresti la schiena e anche le parti immonde
che a te sembrerebbero culi di neonato

e che invece sei un’altra cosa

e mi togli i grumi dal sangue, a modo tuo
per farmelo scorrere liscio
per ridarmelo puro e innocente
in salita verso il cervello
così che faccia i pensieri belli e precisi

e invece
non va verso il cervello
fa finta

il mio sangue, quando non lo vedi, va a puttane,
dal cuore, dicono quelli che l’hanno visto, ma secondo me gli organi se li fa tutti
e ci va veloce, senza grumi
e si ubriaca
e lo arrestano
e lui non si difende
e tu gli paghi la cauzione
e va sempre così
e poi arriva l’alba, roba da cartoni giapponesi

e tu e il mio sangue vi ritrovate a toccarvi col corpo con quella roba di brividi che ti rizzano il cazzo, se ce l’hai, o i pensieri, con la diffidenza ispida dei riappacificati

senza dire niente, al riparo di tende insufficienti a coprire il sole  esagerato dei cartoni giapponesi

perché all’alba il sangue cattivo
se ti va bene,
se ti va di rivoluzione e di amore assassino
l’hai pisciato via.

2 years ago il 27 di May del 2010 alle 14:42 | Permalink